magis world

dicono di noi

“La parola ECCELLENZA per sua natura va usata poco. Ma certo è una parola appropriata nel caso di MAGIS. La esemplare storia di MAGIS è sempre stata una linea ascendente. Una sequenza mirabile di prodotti. Una precisa scelta degli autori. Delle aggiornatissime strategie. Una comunicazione raffinata. La giusta politica industriale.

E poi la nuova sede di MAGIS un luogo ZEN, una scatola magica a protezione di questo raro fenomeno. Tutto davvero OK”.

Alessandro Mendini

”Ho visitato molti anni fa la Magis: era una sorta di singolare laboratorio, con giovani designer che lavoravano a prototipi all’interno di un perimetro di uffici. Ho visitato ora la nuova azienda: grande, limpida nelle sue strutture essenziali, con un ampio parco al centro dove fare concerti, una sala per conferenze, uffici, ampi spazi. Un salto enorme dalla vecchia sede ma, per fortuna, con grandi sale ricolme di oggetti e progetti, un’idea di esposizione che assomiglia ancora una volta a un laboratorio, dà l’idea del work- in- progress piuttosto che della galleria auto-celebrativa. E c’è Perazza che parla delle le sue strategie, ti porta in giro e ti spiega i i progetti uno per uno, dalla prima sedia di Jasper Morrison all’ultima di Konstantin Grcic (progettata per gli eventi pubblici a Venezia, vincitrice del concorso The chair for Venice). Nella situazione incerta dell’industria design oriented in Italia, si riscopre la verità del detto di Vico Magistretti che probabilmente esprimeva la caratteristica principale del design italiano: “Il design è come l’amore, si fa a due, ci vuole un designer e ci vuole un imprenditore”. Perazza confermerebbe, aggiungendo: “Ma è l’imprenditore che deve essere al timone” (ognuno ha diritto ai suoi vezzi). E giù a raccontarti implacabile la sua filosofia del design che si riassume in una cosa essenziale: un progetto ha senso se contiene una particella di sincerità, un’innovazione tecnologica, una revisione tipologica, qualcosa insomma che non ne fa la ripetizione dell’esistente ma porta al mondo qualcosa che, anche in piccolo, lo arricchisce. Un’azienda seria, aggiunge, orienta i progettisti in questo senso e produce oggetti che abbiano questa verità incorporata. Bello è l’esempio che fa per spiegare la sua collezione per i bimbi: “Non volevo prendere una sedia di successo e ridurla di dimensioni, ne volevo una progettata per i bambini”. In questi ultimi tempi, parlando e viaggiando, mi sono reso conto che, in un periodo così burrascoso, Magis funziona, produce e vende, è amata in Italia, in Brasile e altrove: e questo è certo merito di Perazza, della sua strategia ma insieme del suo gruppo di lavoro. Insomma l’azienda va bene. Che cosa aggiungere? Chapeau.”

Vanni Pasca

“Sono un grande ammiratore di Magis. Ammiro molto anche Eugenio Perazza. Un grande personaggio, un imprenditore coraggioso. Non esistono più tanti imprenditori della sua taglia e persone come lui diventeranno sempre più rare. Bravo!”

Ingo Maurer

“Magis gode della mia più sincera ammirazione e rispetto per il loro credo nella creatività senza età”.

Marva Griffin

“Giovane, energetica, innovatrice: Magis è un’azienda che dalla plastica e dal metallo ha plasmato opere di design sofisticate, poetiche e sorprendenti. Il design industriale è un’arte, ma anche un processo alchemico, e Magis sintetizza attraverso la sua storia la magia quotidiana—troppo spesso non riconosciuta—che è il design contemporaneo. Autori di questa alchimia visionari come Konstantin Grcic, Jasper Morrison, Stefano Giovannoni, Marc Newson e soprattutto il suo visionario fondatore, Eugenio Perazza”.

Joseph Grima

“Apprezzo un leader d’azienda che getta le basi per una collaborazione e vola in Finlandia per un incontro, proprio come è successo con Magis quando ho cominciato a lavorare per loro nel 2003”.

Eero Aarnio

“Si evince in Magis una vocazione internazionale. Precipuo,il processo progettuale,da luogo al design come progetto nel progetto,facendosi garante,di volta in volta, in ogni dove nel mondo, di appropriate, opportune realizzazioni. A conferma del fare di Eugenio Perazza, l’imprenditore, che esclude la gratuità, l’ingiustificazione, nell’approccio più mirato alla ragion d’essere di prodotti che reificano la qualità della visione”.

Decio G.R. Carugati

“Magis introduce il concetto di sostenibilità nell’interior design e con i suoi prodotti innovativi e pionieristici fornisce un contributo positivo alla storia del design”.

Jan van Rossem

“Il fascino è una chimica molto importante per Magis e non possiamo parlare dei prodotti Magis se non associandoli a fascino e intimità. La qualità dei prodotti Magis risiede nel fatto che tutti sembrano fuoriuscire da dipinti casuali e possiedono qualcosa con cui il design più trendy ed elegante non può competere. Dopo tutto, questo fascino è proprio ciò che distingue Magis e la sua filosofia.”

Naoto Fukasawa