Elogio dei 40 anni

Magis compie 40 anni. La vita, si dice, comincia a quarant’anni. 40 anni sono l’età della maturità, della crescita, di nuovi orizzonti, pensieri e obiettivi, ma anche di nuove responsabilità.

Magis in realtà non ha età, è un caso anomalo di ‘forever young’, nata e cresciuta con l’attitudine a rimanere giovane per buoni propositi, elasticità di visione, voglia di fare e di innovare.

Mito antico quello dell’eterna giovinezza, di cui Magis, così pare, ha colto il segreto!

Nel tempo non è cambiata, ha mantenuto la voglia di giocare che aveva all’inizio, quell’attitudine ludica nello sguardo che, anzi, sembra col tempo piacerle sempre più.

Con l’esperienza, dai suoi primi passi a oggi che cammina sicura e corre veloce, è diventata più sofisticata, più colta, sempre più attenta a cogliere segnali per anticipare di un passo tutti gli altri, più bella, solare, festosa. Desiderata, coccolata, amata dai più. È una gioia conoscerla, frequentarla, avere a che fare con lei.

Dona energia e vitalità con la sua mente positiva rivolta al futuro.

Ha una mente poliedrica, quella di un team giovane cresciuto alla guida di Eugenio Perazza, fondatore e anima di Magis, capace di diffondere lo spirito di Magis e la sua filosofia capillarmente in tutto il mondo.

“La esemplare storia di MAGIS – così scrisse qualche tempo fa Alessandro Mendini – è sempre stata una linea ascendente. Una sequenza mirabile di prodotti. Una precisa scelta degli autori. Delle aggiornatissime strategie. Una comunicazione raffinata. La giusta politica industriale. E poi la nuova sede di MAGIS un luogo ZEN, una scatola magica a protezione di questo raro fenomeno”.

Nel panorama del design internazionale Magis è davvero quel ‘raro fenomeno’ descritto da Mendini. Il pensiero laterale con cui si accosta agli oggetti, li immagina, li interpreta e li realizza, è unico e speciale. Ed è sempre capace di sorprenderci con le sue felici intuizioni, la sua capacità di sognare, di andare al di là del presente, disegnando un futuro dove è bello stare.

Felice compleanno cara Magis!

Patrizia Scarzella

Happy anniversary Magis!

Il viaggio dalla Finlandia via Venezia fino alla sede di Magis rappresenta sempre un viaggio culturale in Italia. Non solo per l’architettura, ma anche per la cultura culinaria e le relazioni sociali. Quando si arriva negli uffici di Magis, dopo una calorosa accoglienza, la prima domanda è sempre “Carne o pesce?”: ciò significa che stanno per prenotare un tavolo in qualche buon ristorante, non importa se distante o no.

Per me Venezia rappresenta la migliore e la più importante architettura della sua epoca, così come l’edificio dove ha sede Magis, la cui struttura ricorda un’antica dimora romana, verde e luminosa all’interno con gli uffici affacciati sul giardino. Poiché la mia casa /studio si trova su uno splendido lago, capisco l’importanza di lavorare in un ambiente visivamente piacevole. Quando sono da Magis mi sento a casa, perché proprio davanti alla porta principale c’è
un gruppo di Puppy – esattamente come davanti al mio studio, proprio accanto alla scrivania
– che mi ispirano nuove idee e nuovi prodotti.

Grazie di cuore a Magis per l’ottima collaborazione. Vi auguro tutto il meglio per il vostro

40° anniversario e un entusiasmante viaggio verso nuove avventure.

Eero Aarnio

Happy anniversary Magis!

Sono sempre stato affascinato dal suono della parola “Magis”. Nella mia testa, il suono più vicino era quello del nome del dado di pollo svizzero, il segreto del “buon sapore” con cui sono cresciuto. Molti anni dopo ho cercato il significato nel dizionario: “la filosofia di fare di più e meglio”. Se ci penso, non ero andato lontano.

Michael Anastassiades

Happy anniversary Magis!

Dopo il fortunato lancio dello sgabello Tibu, è nata l’idea per una sedia che volevamo sottoporre a Magis.
Ci siamo messi a sedere con Eugenio ed Enrico durante il Salone di Milano e abbiamo tirato fuori l’iPad. Dopo 30 secondi di presentazione Eugenio ci ha interrotto.
Non perché pensasse fosse una brutta idea. Tuttavia ci disse: “Se volete creare una nuova sedia per Magis, vi serve un’idea che faccia piazza pulita di tutte le altre sedie di Magis.
Se invece volete fare una sedia carina, andate da qualche altra parte.” Enrico annuì in segno di approvazione.
Per noi questo monito è diventato qualcosa da ricordare, una dichiarazione di intenti che rappresenta la linea progressista di Magis e le loro aspettative in merito a ciò che un nuovo prodotto Magis deve offrire al suo pubblico.

Anderssen & Voll

Happy anniversary Magis!

Magis è speciale, perché Eugenio Perazza è speciale.  Quando cerco di capire come lavora la sua mente, mi rendo conto che lavora come quella di un collezionista, più che come quella di un industriale. Un collezionista molto speciale: anche quando non capisci esattamente quello che vuole, stai certo che lui sa esattamente ciò che vuole.  Ogni singolo pezzo che ho disegnato per Magis doveva essere ‘collezionato’ ed edito da lui.  Ad esempio Folly, del 2013.  Descrisse ciò che voleva: un pezzo lunghissimo stampato in rotazionale.  Lui lo voleva e non c’è stato nulla che io potessi dire.  Provai a parlargli di questa follia, dicendogli che non ero per nulla ottimista circa la riuscita di quell’enorme blocco di plastica stampato in rotazionale. Lui invece era sicuro di sé e insistette.  Lui aveva ragione e io avevo torto. Ne è nato uno dei miei pezzi preferiti, non fosse altro che per tutti i punti a sfavore di un simile progetto.  Questo è un esempio estremo, ma nelle discussioni con Eugenio (e il suo team, naturalmente) hai di fronte qualcuno che ha le idee molto chiare sulle proprie ambizioni e sulla propria visione.  Se si guarda la collezione di Magis, si nota che è diversa da qualunque altra azienda italiana. È Magica.

 

Ron Arad

Happy anniversary Magis!

MAGIS è una grande famiglia che festeggia il suo 40° anniversario. Io ho appena festeggiato
i miei 50 anni di design.

Il design e Magis sono rappresentati da Eugenio Perazza, l’uomo che porta gli occhiali sulla testa.
Come Le Corbusier, che ho incontrato a Cap Martin nel 1957.
Come Gio Ponti, quando ha realizzato la mostra “Domus Italian Shapes” alle Galeries Lafayette di Parigi nel 1967.
Tutti e tre portano gli occhiali rivolti verso il cielo. *
Per me è un buon segno.

* Ci sono fotografie che lo documentano.

Marc Berthier

Happy anniversary Magis!

Pensare a Magis in occasione di questa speciale ricorrenza mi fa sentire in qualche misura incredulo, disorientato: sembra impossibile siano trascorsi quarant’anni da quando, seduti tra amici al tavolo di un’osteria, sognavamo di creare qualcosa di nuovo, che esprimesse il nostro modo di vedere il mondo.
Magis era un sogno, un’idea; ora è una realtà internazionale che custodisce le aspirazioni di un tempo, mettendole in pratica con un approccio nuovo più equilibrato e concreto.

Enzo Berti

Happy anniversary Magis!

Per noi, lavorare con Magis è sia un onore che una sfida, dato che Eugenio Perazza è un visionario e allo stesso tempo una persona molto esigente.
Per raggiungere Torre di Mosto da Losanna, abbiamo attraversato svariate volte le Alpi e siamo felici di aver costruito non solo un progetto, ma anche un rapporto con un team fantastico.

Big-Game
(Augustin Scott de Martinville, Elric Petit, Grégoire Jeanmonod)

Happy anniversary Magis!

La mia Magis

È arrivato con una telefonata. Pronto, sono Eugenio Perazza, della Magis. Conosce la Magis? Sì, rispondo, quella con lo stand tutto verde, là a Tortona. Sì, riprende, mi piacerebbe avere un pezzo da lei, ho visto il suo divano da Giovannoni, un bellissimo pezzo. Sììì, grazie, gli dico, parla dell’On the Rocks? Sì, dice lui. Ecco, vorrei un progetto così, così croccante. Era il 2004. Poi ci siamo incontrati, prima da me e poi tante volte alla Magis con Matteo e qualche volta con Enrico. Per la prima volta ho avuto a che fare con la virtualità digitale. Molto bello lavorare e grande ospitalità.

Molto importante essere buone forchette soprattutto a mezzogiorno perché da quelle parti non si scherza. È passato qualche anno. Allora s’andava al Cacciatore. Pesce appena pescato, niente menù. Volevo allora una scocca elastica, tutta intera, ed è venuta fuori l’Annett. Hanno dovuto, quelli della Magis, affrontare difficoltà e anche imprevisti. Hanno lavorato duro. Un record di tecnologia e di comodità. La Magis, una famiglia. Quella della Magis, un’idea avanti: un’impresa di progetti e un indotto di alta qualità. Uno stoccaggio intelligente, una rete commerciale originale, un imprenditore illuminato e fanatico delle cose belle e di qualità. Lui voleva da me un imbottito. Non ho ancora capito bene come possa essere per Magis, un impresa giovane nonostante i quarant’anni, ancora imprevedibile e piena di avventura. Affascinante, come una bella enigmatica donna di quelle parti, una donna dell’est.

Tanti auguri e un’ombra di bianco per brindare e ancora
cento anni e tanto successo.

Francesco Binfaré

Happy anniversary Magis!

Perazza è Fellini. Magis è Cinecittà. Noi, i designer, siamo gli attori di questa follia straordinaria che crea uno dei film più interessanti sulla scena industriale italiana.

Ronan & Erwan Bouroullec

Happy anniversary Magis!

Sento che quando collaboro con Magis, quello che cercano nel mio lavoro è unicità, freschezza, affidabilità.
Ecco che allora mi viene naturale mettermi a disegnare oggetti che hanno un senso di affetto: questo rispetto, questa comprensione sono alla base del nostro lavoro e del nostro rapporto.

Un altro aspetto importante di Magis è il fatto di lavorare fianco a fianco con moltissimi tecnici e collaboratori di produzione, oltre che con un team interno di designer di talento, per prendere sempre le decisioni migliori. Poi, quando abbiamo deciso qualcosa in cui crediamo, procediamo velocemente. È questo che fa la differenza.

Naoto Fukasawa

Happy anniversary Magis!

Il cibo è una costante della vita quotidiana, ma con Magis diventa qualcosa di speciale. Ricordo la prima volta che ho visitato Magis: ero ancora uno studente al Royal College of Art e mi sono recato in Italia per visitare varie aziende di design. Con Magis è stato un incontro speciale: siamo stati accolti da Eugenio Perazza in persona, che dopo averci mostrato la loro collezione e lo studio di design ci ha invitato a pranzo. Non avevamo idea che saremmo stati portati in uno dei migliori ristoranti di pesce, da qualche parte tra Motta di Livenza e Lignano. Eravamo circa quindici studenti e fu un vero e proprio pranzo all’italiana, durato ore. Abbiamo mangiato cibo delizioso e bevuto del buon vino locale. Ci siamo sentiti tutti molto speciali e apprezzati e abbiamo pensato che fosse qualcosa di insolito, forse per riservarci un trattamento di favore. Tuttavia anche in seguito, quando ho lavorato alla sedia Vigna, mi sono ritrovato nello stesso ristorante e in molti altri, mangiando di nuovo del cibo delizioso e bevendo dell’ottimo vino. E c’era tutta la famiglia Magis (Alberto, Barbara, Matteo, Enrico, Marco) con Eugenio, ad orchestrare il tutto e a lavorare. Le migliori idee sono sempre uscite da un buon piatto e da un calice di vino.
Buon 40° anniversario, Magis, e grazie per il buon cibo e l’ottimo vino.

Food Follows Magis

Martino Gamper

Happy anniversary Magis!

La chiave di tutto quello che Magis è e fa è il signor Perazza.
Eugenio Perazza, il fondatore e la testa di Magis… come definisce se stesso: la testa (e dicendo questo tamburella con il dito indice sulla fronte).
Avete notato che una volta sulle copertine dei cataloghi di Magis c’era sempre la testa di un mulo? Wikipedia in inglese dice: “si dice che i muli siano più pazienti, più sicuri, più intrepidi e più longevi dei cavalli, e sono considerati meno ostinati, più veloci e più intelligenti degli asini.” “Pazienti, sicuri, intrepidi e longevi… e più rapidi ed intelligenti degli asini”. Ecco ciò che Perazza ama pensare di Magis, che è il mulo contro gli altri asini :-)
C’è da dire che Perazza non è una persona facile. O ci vai d’accordo o non ci vai. Può essere una persona splendidamente gentile e amorevole, ma al contempo è un tipo dalla testa dura (testa!). Ci ho messo del tempo per creare un rapporto solido con Perazza, ma da molti anni ho il piacere di far parte della cerchia ristretta dei designer con cui ama lavorare.
E io amo lavorare con lui! Talmente tanto che senza dubbio lui è il mio alleato preferito nel settore, il più vicino e quello che sa ispirarmi maggiormente. Perazza – la testa – è sempre alle prese con idee di nuovi progetti per Magis. Nuovi progetti, nuove avventure – questo è ciò che ama ed è assolutamente impavido quando ricerca nuove sfide, sempre.
Magis è la sua vita. Lui l’ha inventata e continua a reinventarla.
Pensa sempre a Magis, un pensiero non-stop. In ufficio scherziamo sul fatto che le vacanze estive in Italia (sono obbligatorie, tutto il paese si spegne nel mese di agosto) sono i giorni più tristi dell’anno per Perazza.
Povero Perazza. Ad agosto deve avere l’impressione che qualcuno gli stia rubando il giocattolo. Il giocattolo è la sua azienda e con esso le persone che ci lavorano. Magis è la famiglia di Perazza. Ha davvero a cuore tutti e si sente responsabile per loro. In quanto designer, noi siamo parte di questa famiglia e questo significa che ha a cuore noi allo stesso modo. Perazza di norma mi chiama una volta al giorno… non sempre per discutere questioni urgenti, ma solo per mantenere una connessione. Almeno una volta al giorno. Penso sia il suo modo di dire che sta pensando a me, che ci tiene. E allo stesso tempo certamente vuole assicurarsi che anche io stia pensando a lui/a Magis. E di fatto lo facciamo, … quotidianamente. Magis è una costante nel mio ufficio. Probabilmente ci sono pochissimi giorni all’anno (neppure le vacanze estive italiane) nei quali non stiamo lavorando per Magis. C’è un flusso continuo di progetti, uno scambio permanente di idee, pensieri, informazioni, dati, immagini, disegni, campioni. È un modo di lavorare così semplice e produttivo quando il dialogo è costante. Non lavoriamo solo con Perazza, naturalmente. C’è un piccolo gruppo di tecnici da Magis. Persone giovani, molto intelligenti, molto motivate e molto carine. È davvero una gioia lavorare insieme a loro. Perazza assegna una persona dello staff tecnico a ciascun designer. Noi lavoriamo con Matteo Zattarin e probabilmente sono più di dieci anni che lavoriamo con lui. È molto d’aiuto conoscersi così bene a vicenda. Come con Perazza, il rapporto che abbiamo con Matteo è molto più che professionale… è diventato un vero e proprio amico. Alberto, il figlio di Perazza, gestisce la parte business di Magis, mentre sua moglie Barbara Minetto è responsabile del marketing. È un insieme che funziona. Perazza si gode la libertà di fare i suoi progetti, di pensare avanti, sempre oltre… mentre alle sue spalle c’è un gruppo solido. Tipico di Magis. Tipico del mulo. Pensiero rapido e più intelligente degli altri.

Konstantin Grcic

Happy anniversary Magis!

Tanti auguri per il 40° anniversario di Magis!
Negli ultimi 10 anni anche noi abbiamo fatto parte della vostra vita, grazie ai nostri incontri di design in Italia e in Olanda in cui abbiamo discusso dei prodotti e degli obiettivi di Magis.
È stato un piacere darvi un passaggio in furgone fino al nostro studio la prima volta che siete venuti a trovarci ad Arnhem.
Credo che per voi sia stato divertente, come una piccola vacanza.

Vi auguriamo tanta fortuna e tanti viaggi avventurosi con noi per i prossimi 40 anni.

Ineke Hans

Happy anniversary Magis!

La prima volta che ho incontrato Perazza è stato moltissimi anni fa, nel vecchio stabilimento di Magis. Speravo di riuscire a parlargli per iniziare una collaborazione con Magis. Ad accompagnarmi c’era, come sempre, la mia fidanzata Nienke, la mia attuale moglie, che collabora con me.

La conversazione con Perazza andava avanti, un argomento conduceva all’altro e lui finì per guardare il lavoro di Nienke anziché il mio. Era molto interessato alla sua creatività e le chiese di disegnare alcuni specchi: penso fossero quei ridicoli specchi che deformano la figura riflessa. In seguito, quel progetto non andò in porto e io ho il piacere di collaborare con Magis oramai da molti anni. Però ricordo questo episodio con affetto, perché mi ricorda che Perazza è una persona autenticamente interessata alla creatività, non solo ai designer. Una persona che non ha paura di cercare l’ispirazione nei luoghi più impensati.

Jaime Hayón

Happy anniversary Magis!

Il mio studio ama lavorare con Magis. Siamo sempre a caccia di idee e Magis ha l’ispirazione e l’estro per realizzare i nostri concetti e farli diventare realtà.

Thomas Heatherwick

Happy anniversary Magis!

Magis significa lasciare spazio all’immaginazione.

Floris Hovers

Happy anniversary Magis!

Magis non è un fabbrica, ma un monastero. In quel luogo vi si celebra il culto per la forma e per il progetto. L’architettura stessa non lascia spazio a fuorvianti interpretazioni sulla sua reale destinazione d’uso: le austere quattro ali del costruito si raccolgono attorno a un chiostro centrale dedicato alla meditazione sui propri errori progettuali, o alla speranza che un prodotto venga accettato nella collezione. Numerosi sono i designer postulanti che chiedono di essere ammessi, ma solo una risicata selezione supera l’esame dell’Abate (nella vita civile Eugenio Perazza) celebre per giudicare l’autenticità e il valore di una vocazione in un battito di ciglia.
A chi si chiede il motivo di tanta severità può trovare risposta visitando la sala capitolare, dove si raccolgono tutti gli elementi delle collezioni Magis passate, presenti e future. La luminosità che si propaga da quel luogo, e che scaturisce da una raccolta di oggetti così esemplari e magistrali, fa immediatamente comprendere che Magis è un avamposto della qualità, circondata dalle barbarie di apatiche e pigre produzioni industriali; che la sua missione è preservare e tramandare il valore dell’idea e della ricerca, a un mondo produttivo sempre più votato alla facile copia, all’eccesso e al cattivo gusto.

Giulio Iacchetti

Happy anniversary Magis!

Sono ormai trascorsi quasi 27 anni da quando Eugenio venne a farmi visita nel mio ufficio di Milano, anche se mi sembra di ieri il nostro parlare del sogno di fare di Magis un marchio di fama mondiale. Da allora le nostre famiglie hanno continuato a frequentarsi.

Durante il secondo anno del nostro incontro nacquero la sedia pieghevole Rondine e la scarpiera Garage. Rondine fu bene accolta dai vari mercati del mondo e divenne in breve tempo un prodotto di grande successo.

Gli altri piacevoli ricordi sono le visite di Eugenio in Giappone per le varie conferenze, molto apprezzate, nelle quali parlava con entusiasmo della sua passione per creare i prodotti Magis, passione che caratterizza la sua personalità e che si rivela nello spirito di ricerca e nella forza della collaborazione e del network fra i numerosi designer, artigiani e tecnici.

Come predisse Eugenio, MAGIS è diventato ora un eccellente marchio mondiale.

Toshiyuki Kita

Happy anniversary Magis!

Ho avuto il piacere di incontrare Eugenio Perazza nel 1987.
Allora ero uno studente e facevo uno stage da Marc Berthier, il designer che per me resta il punto di riferimento in fatto di eleganza. Allora, Marc aveva già realizzato con Magis delle icone intramontabili nel mondo dell’arredo: penso al programma Aviva oppure alla poltrona più bella e più comoda che ci sia: Elisa.
Insieme a Perazza e Berthier ho scoperto un po’ di Italia, il mondo della produzione e quello dell’arredamento.
Ricordo un’azienda traboccante di creatività, appassionata di innovazione più che di business o di fama. Grazie all’entusiasmo di Perazza e alla generosità di Berthier alcuni anni dopo sono riuscito a sviluppare con Magis qualche progetto a volte un po’ strampalato ;-).
Un’occasione insperata per un giovane designer, quella di avere l’ascolto e la fiducia di un’azienda!
Magis ha sempre perseguito un cammino singolare, lontano dai sentieri battuti delle tendenze o delle strategie commerciali, sempre in modi inaspettati.
Ha saputo prendere il meglio dalle collaborazioni con i designer, anche già famosi, spingendoli sempre oltre i loro limiti, con generosità.
Mi fa piacere che dopo tutti questi anni Magis abbia potuto trovare la sua maturità, il suo pubblico e il suo posto legittimo tra le aziende che maggiormente influenzano il mondo del design contemporaneo.

Grazie Perazza per la tua pazzia!
Complimenti ad Alberto, Barbara e a tutto il team per il cammino fatto!

Jean-Marie Massaud

Happy anniversary Magis!

Sono contento di avere fatto con Magis la mia Poltrona di Proust in plastica rotazionale. Ho così realizzato un sogno, cioè quello di rendere popolare un oggetto che sempre aveva svolto una vita elitaria. Questa moltiplicazione policroma della poltrona, così perfetta e così sintetica, mi crea molte soddisfazioni.
Chissà se in futuro potrà essere fatta in misura piccola, così che anche i bambini possano sedersi su una poltrona neo-settecentesca?
E sono anche contento di fare parte di una storia e di un catalogo, quello di Magis, fatto di opere di grande qualità.

Alessandro Mendini

Happy anniversary Magis!

Quando Magis mi ha contattata per una collaborazione mi sono sorpresa e la prima cosa che ho pensato è stata“ ma io non sono una designer!!“
La sorpresa è stata doppia dopo aver visto la capacità e sensibilità dell’azienda di reinterpretare e produrre la mia opera mantenendone la poetica.
Con Magis le etichette designer/artista/artigiana si fondono dimostrandomi che certi confini sono solo mentali.

Benedetta Mori Ubaldini

Happy anniversary Magis!

Ricordo che a un certo punto, durante lo sviluppo dell’espositore per bottiglie – il mio primo progetto per Magis – io avevo progettato dei piedi sul fondo che avrebbero dovuto intersecarsi con le corrispondenti aperture nella parte superiore: ciò avrebbe consentito di impilare le bottiglie e allinearle verticalmente. Fabio Moneta, che all’epoca lavorava per Magis, aveva qualche dubbio circa la stabilità dell’espositore una volta carico, quindi, non appena finimmo di stampare i primi campioni, impilò cinque unità. Lui sosteneva che avremmo dovuto spostare i piedi nella parte superiore per ottenere una base più stabile, ma io non ero d’accordo, perché non mi piaceva l’idea dei piedi che spuntavano dalla parte superiore. Decidemmo tuttavia di fare una test: Fabio caricò una pila di cinque unità con bottiglie d’acqua da un litro e mezzo, in modo tale da avere 30 bottiglie impilate sopra i quattro minuscoli piedini: l’espositore sembrava reggere. Ero tutto contento e anche Perazza sembrava contento, quando Fabio disse: “Aspettiamo fino a domani mattina e vediamo cosa succede”. Quindi andammo a cena. Quando tornai il mattino dopo, mi stavano aspettando e, naturalmente, la pila era collassata, con bottiglie rovesciate in ogni direzione.
Penso che nessuno userebbe l’espositore per impilarvi un numero così elevato di bottiglie, ma è stata un’ottima dimostrazione del fatto che lo stampo andava rivisto.

Jasper Morrison

Happy anniversary Magis!

Ho iniziato a lavorare con Magis più di 20 anni fa.
Una delle cose che ammiro di più in Magis è che non si tira indietro quando si tratta di investire in attrezzatura, il che la rende per me un’azienda con cui è interessante e piacevole collaborare.
Il fondatore, Eugenio Perazza, è sempre stato una persona entusiasta e collaborativa. Rispetto gli elevati standard di eccellenza che egli pone per proteggere la qualità della produzione Magis.

Marc Newson

Happy anniversary Magis!

Magis, dal latino “di più”. Ciò che rende Magis qualcosa “di più”, oltre al concetto classico di valore aggiunto e alle aspirazioni seducenti, è la capacità di di trattare con la qualità del quotidiano e, al contempo, con la poesia vitale. Magis è paragonabile ad un mulo: ostinato, tenace, umile, di una bellezza ruvida e grande lottatore.

Lunga vita al mulo!

Jerszy Seymour

Happy anniversary Magis!

Magis è una delle migliori aziende di design al mondo. Magis non pensa mai alle mode o agli obiettivi di marketing. Magis è onestà, intelligenza, ricerca e sviluppo del prodotto. Ecco perché si ha sempre voglia di far felice Perazza.

Philippe Starck

Happy anniversary Magis!

Riconosco a Eugenio Perazza e a Magis una spinta impavida verso l’innovazione.
Brindo ad una grande amicizia!

Marcel Wanders

Happy anniversary Magis!

Penso che uno dei miei momenti più belli sia stata la creazione della cuccia Dog House, in un meraviglioso incontro avvenuto durante un pranzo. Fu seguito da una gita al canile Betty Judge, nell’Oxfordshire.
Ricordo che mentre guidavo in mezzo alla campagna mi sono chiesto se incontrare i cani da esposizione di Eugenio, Jasper e Stefano, mi avrebbe aiutato a ideare la cuccia perfetta. Ne abbiamo parlato e sono ripartito con alcune misure. Tempo di arrivare a Heathrow e il progetto era già pronto, tanta era la gioia che avevo provato nel farlo.

Michael Young

Happy anniversary Magis!

L’immagine che immediata mi appare quando penso alla collaborazione con Magis è quella di Eugenio Perazza che, nel bel mezzo di una qualsiasi riunione, senza proferire parola si alza ed esce dalla stanza.
Torna dopo un lasso di tempo variabile riprendendo il discorso da dove era stato interrotto o anche cambiando completamente argomento.
Non ho mai saputo dove vada e nemmeno voglio saperlo, mi piace continuare a pensare che si rechi a fare due chiacchiere con Bianconiglio, Stregatto, Brucaliffo e il Cappellaio Matto per avere la loro opinione sul progetto cui si sta lavorando.

Marcello Ziliani

40 anni con Magis e Eugenio Perazza

La mia collaborazione con Eugenio è iniziata quando era il general manager di un’azienda italiana produttrice di carrelli da tè in plastica e metallo. Mi nominò agente/importatore unico per il Regno Unito senza vedermi e basandosi unicamente su un paio di ordini iniziali e sul mio entusiasmo. Per quanto ricordo, i miei scambi con lui erano sempre di natura costruttiva e positiva. Naturalmente tutto questo accadeva molto prima della rivoluzione internet, quando le comunicazioni avvenivano per posta e telefono, quando si visitavano le fabbriche e c’era il MACEF a Milano. Poi fu la volta del telex e dopo ancora arrivò anche il fax.

Quando Eugenio decise di mettersi in proprio e di specializzarsi nel design italiano contemporaneo mi chiese di fargli da agente per il Regno Unito. La sua prima visita in Gran Bretagna con una coppia di colleghi si concluse con un ordine per lo store Liberty di Londra: il contenitore su ruote ad altezza regolabile che divenne noto come Cubo. Portarono con sé il prototipo! La parola latina “Magis” significa “di più” o, per citare Eugenio, “più di”. Magis è sempre stata così: sempre all’avanguardia e pronta ad ampliare i confini nel campo dell’arredo di design contemporaneo, grazie alla scelta di designer internazionali e dei materiali usati per la produzione. Questa politica accresce inevitabilmente la linea di prodotto e ora comprende una gamma in continuo ampliamento, specialmente per i bambini.

Tutto ciò è proseguito negli anni e l’entusiasmo e la capacità di Eugenio di motivare un team incredibile di designer, agenti, personale e clienti non sono mai venuti meno. E’ diventato un’icona del design sulla scena internazionale e Magis commercializza ora con successo i propri prodotti in tutto il mondo. Credo si possa proprio dire “che è una leggenda del suo tempo”. La sede di Magis a Torre di Mosto è incredibile ed è bellissima da visitare.

Eugenio Perazza ha fortemente influenzato la mia vita professionale e, talvolta, i suoi consigli personali sono stati veri e diretti. La sua passione per i border terrier è stata determinante per la mia attrazione verso questa razza tanto che ho finito con l’averne in casa uno ormai da molti anni!

Naturalmente potrei continuare ancora, ma credo basti dire che la mia lunga collaborazione con Eugenio/Magis e, successivamente, con Alberto, Barbara e i loro colleghi è stata un piacere.

Philip Platt